Le Gole di San Martino

Nel Vallone di Santo Spirito che va da Fara San Martino sino alla vetta del Monte Amaro in provincia di Chieti è possibile trovare le famose Gole di San Martino.

Delimitate da due pareti rocciose, Le Gole si protraggono per circa 50 metri fino ad una notevole altezza. Come tutte le gole naturali, anche queste trasmettono un senso di vertigine e in un primo momento possono dar luogo a disorientamento e oppressione.

Le Gole di San Martino sono poste proprio all’ingresso del Vallone, quasi a nascondere un territorio bellissimo e suggestivo caratterizzato da una natura intonsa.

L’ingresso delle Gole cela anche un’antica porta del monastero di San Martino dove prendono vita due delle più interessanti leggende del territorio circostante.

Una di queste vuole che le gole si siano create a seguito della morte di Cristo sulla croce, come conseguenza degli eventi tellurici che hanno caratterizzato quel momento su tutta la terra.

Un’altra leggenda invece vuole che le gole siano state create proprio da San Martino con la forza dei gomiti impressa sulle pareti per facilitare l’accesso alla montagna da parte degli abitanti di Fara e per costruirvi poi la Chiesa di San Martino in Valle.

Oggi la tradizione vuole che durante il consueto pellegrinaggio degli abitanti di Atessa presso San Martino, vengano raccolti all’interno delle Gole alcuni sassolini che saranno sparsi nei campi in segno di fecondità.

Borghi d’Abruzzo

I borghi antichi d’Abruzzo rievocano la caratterista medievale della regione. Si tratta di piccoli centri abitati con edifici molto vicini tra di loro costruiti con materiali grezzi. Dedali di stradine molto strette, scale consumate dall’uso e dal tempo, magnifiche porte in legno e tetti ormai macchiati dal fumo dei camini. Visitando i borghi d’Abruzzo diventa veramente facile ripercorrere storie antiche, quelle che legavano gli abitanti di ogni borgo, i soprannomi spesso legati alla professione che ancora oggi si tramandano senza conoscerne l’origine.

Quasi tutti i borghi in Abruzzo hanno origine nel medioevo e spesso hanno origine persino nell’epoca romana.

La necessità di difendersi dagli attacchi da parte dei nemici durante il medioevo, convinse gli abitanti di questi borghi edificare delle vere e proprie “case-mura”. Questo tipo di edifici era caratterizzato da abitazioni strette l’una vicina all’altra in modo da creare un muro di cinta con pochissime aperture verso l’esterno.

Se nella zona interna della regione prevalgono le costruzioni in pietra, attraversando la zona collinare verso il mare, il paesaggio cambia e le abitazioni nei borghi risultano costruite con laterizi.

Insieme alla straordinaria bellezza dei borghi, anche la cultura enogastronomica mantiene inalterati sapori che rimangono memorabili.

I borghi più importanti da ricordare sono:

  • Città Sant’Angelo
  • Loreto Aprutino
  • Torre dei Passeri
  • Manoppello
  • Bucchianico
  • San Vito Chietino
  • Tocco da Casauria
  • Atessa e le sue porte
  • Casoli e il suo castello
  • Val di Sangro: Bomba e Pietraferrazzana
  • Alto Vastese
  • Montorio
  • Pietracamela
  • Castelli
  • Isola del Gran Sasso
  • Pretoro
  • Farindola e il suo Pecorino
  • Fara San Martino
  • Palena
  • Pennapiedimonte
  • Tagliacozzo
  • Pacentro
  • Cansano
  • Pettorano sul Gizio
  • Anversa degli Abruzzi
  • Capestrano
  • Cocullo
  • Santo Stefano di Sessanio
  • Navelli e lo Zafferano
  • Castel del Monte
  • Fossa
  • Caporciano
  • Fontecchio
  • Carapelle Calvisio
  • Sant’Eufemia a Majella,
  • Caramanico Terme
  • Castelvecchio Subequo
  • Roccacaramanico
  • Gagliano Aterno
  • Goriano Sicoli

Gli ospiti dell’Hotel Cristallo di Giulianova possono rivolgersi alla struttura per la visita ai borghi più belli d’Abruzzo.

I parchi d’Abruzzo: Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, si estende su oltre 150.000 ettari ed è uno dei parchi più grandi in Italia. Gode di una ricchezza naturalistica che attraversa le sue montagne cambiando in ogni versante. All’interno della riserva naturale si trovano diverse proposte, itinerari e visite in ogni stagione dell’anno.

Il Parco racchiude in sé tre diversi gruppi montuosi: la catena del Gran Sasso d’Italia, il massiccio della Laga, i Monti Gemelli. Il panorama è caratterizzato della vetta più alta dell’Appennino, il Corno Grande (2912 metri). Inoltre, su questa catena è presente l’unico esemplare di ghiacciaio appenninico. Il Calderone, questo è il suo nome, è il più meridionale d’Europa.

La Catena del Gran Sasso ricorda la roccia tipica delle Dolomiti con vette importanti, pendii molto ripidi e moltissimi percorsi in alta quota da dove è possibile vedere il Mare Adriatico, il Tirreno e una vasta parte dell’Italia centrale.

I Monti della Laga hanno diversamente un aspetto più dolce e ondulato. Sono attraversati da moltissimi corsi d’acqua che si alternano tra boschi di abete, faggio e betulla.

Su tutto il territorio è molto forte la presenza dell’uomo che si integra perfettamente con la natura. Ancora oggi sono visibili diversi borghi medievali di rilevanza storica che conservano inalterato l’aspetto originario.

La flora del parco è composta di circa 2000 specie tra piante, fiori e alberi. La fauna gode invece della presenza del camoscio d’Abruzzo, dei cervi, dei caprioli e del lupo appenninico, oltre a tanti rapaci come l’aquila reale, il falco pellegrino e il gufo reale.

I parchi d’Abruzzo: Parco Nazionale della Majella

Il Parco Nazionale della Majella è stato istituito nel 1992 ed ha un’estensione di circa 75.000 ettari attraverso le province di Pescara, Chieti e l’Aquila.

L’Abruzzo, come abbiamo visto anche in passato, è caratterizzato dalla presenza di molteplici parchi nazionali che proteggono l’ambiente naturale dagli attacchi dell’uomo, preservando vaste aree da edilizia eccessiva e dall’inquinamento.

Il parco della Majella forma infatti un ponte di unione tra il Parco Nazionale del Gran Sasso-Laga a nord e il Parco Nazionale d’Abruzzo a sud.

Il complesso montuoso della Majella è di natura calcarea e assomiglia ad una grande cupola di forma ellittica che domina tutto il paesaggio abruzzese. Il versante ad occidente ha un aspetto ripido mentre quello ad oriente si presenta più rotondo interrotto solamente da profonde valli.

Sono 61 le vette della Majella, oltre 30 superano i 2000 metri. A 2795 metri troviamo la cima principale: il Monte Amaro, seconda vetta dell’Appennino.

Sulla Majella è possibile trovare grandi valloni che formano veri e propri canyon sino ad arrivare ad ampi pianori al di sopra dei 2000 m. attraversando un patrimonio di biodiversità vegetale di oltre 1800 specie. Si incontrano prima boschi misti di querce, aceri, carpini, ornelli, faggete e pino mugo.

Numerosissimi sono anche le specie floreali presenti su queste montagne: la viola della Majella, la stella alpina, il ranuncolo, la genziana della Majella, l’aquilegia della Majella, la soldanella della Majella e la scarpetta di Venere

La fauna è rappresentata dal lupo, dall’orso bruno marsicano, dal camoscio, dal cervo, dal capriolo, dalla lontra, dal gatto selvatico, falco pellegrino, l’aquila reale, l’astore, la poiana,  il picchio dorsobianco e il gufo reale.

Il Parco Nazionale della Majella dista solamente 1 ora di auto da Giulianova e può essere sia meta di escursioni estive che invernali.

I Monumenti di Giulianova

Giulianova è una meravigliosa città di mare che offre ai propri visitatori anche un ricco patrimonio artistico, culturale e architettonico. Abbiamo già avuto modo di visitare le chiese più importanti della città ed ora scopriremo i suoi monumenti e costruzioni architettoniche rilevanti.

Casa Maria Immacolata

Questo edificio sorge in Via Gramsci e venne costruito nel 1500 e divenne un Monastero per i Frati Cappuccini. A seguito della dominazione francese la struttura divenne di proprietà di una famiglia di industriali, passando successivamente agli Acquaviva e infine ai Conti S. Giorgio. Oggi la Casa Maria Immacolata è di proprietà del vescovado.

Monumento a Vittorio Emanuele II

Ubicato in Piazza della Libertà, questo monumento di bronzo realizzato da Raffaello Pagliaccetti, venne posizionato a seguito della visita del Re d’Italia nell’ottobre del 1860.

Monumento ai Caduti del Mare

La scultura posizionata sul Lungomare Zara è stata realizzata da Alfonso Tentarelli nel 1983. La sua posizione, proprio all’inizio del lungomare monumentale crea un’interessante atmosfera anche sotto il profilo emotivo.

Monumento a Gaetano Braga

L’opera dello sculture locale Roberto Macellaro venne inaugurata nel 1987 in memoria del noto violoncellista giuliese.

Busto di Raffaello Pagliaccetti

In Piazza della Libertà è possibile apprezzare il busto di Raffaello Pagliaccetti realizzato dallo scultore Ulderico Ulizio suo allievo prediletto.

Maggiori informazioni sono disponibili per tutti gli ospiti dell’Hotel Cristallo di Giulianova.

Lo Zafferano in Abruzzo si Trova a Navelli

La stagione perfetta per ammirare lo straordinario spettacolo dato dalle piante di Zafferano è quella tra ottobre e novembre. Lo si può trovare percorrendo l’altopiano di Navelli, ad una altitudine tra i 600-800 metri alle pendici del Gran Sasso. L’occasione è buona anche per visitare borghi antichi e rocche medievali d’Abruzzo sino ad arrivare a lunghe ed ampie distese dal colore rosa/viola/rosso porpora.

Il nome scientifico della pianta di Zafferano è Crocus Sativus Limneo. Spezia molto antica usata per dare un delizioso sapore e colore a tantissimi piatti di diverse culture del mondo. Pare che la pianta dello zafferano abbia origini nel Medio Oriente e in seguito introdotta nella nostra cultura attorno al 1230 da un frate domenicano che abitava proprio a Navelli.

In questa terra il bulbo trovò un habitat molto favorevole e in breve lo Zafferano di Navelli divenne famoso per moltissimi commercianti di tutta Europa: Milano, Venezia, Marsiglia, Vienna e di altre città tedesche e del nord Europa.

L’utilizzo dello Zafferano si estende alla profumazione di guanciali e pavimenti delle case, alla tintura di tessuti, capelli, affreschi e tele da pittura.

Ad oggi i metodi di coltivazione sono ancora manuali e la raccolta viene fatta al mattino presto prima che i fiori siano completamente schiusi.

La polvere dorata si ottiene dai tre stimmi rossi del fiore che vengono separati manualmente ed essiccati proprio nel giorno di raccolta sopra la brace viva di legna.

Dalla raccolta di circa 200.000 fiori è possibile ottenere 1 chilo di delizioso Zafferano: proprio per questo motivo il costo della spezia è decisamente elevato.

In cucina viene utilizzato per il tradizionale Risotto alla Milanese o per le tipiche ricette abruzzesi: primi piatti, pesce, carni ovine, dolci, formaggi e latticini.

 

 

Le Chiese di Giulianova

Il patrimonio architettonico-religioso di Giulianova è ricco di Chiese di diverse epoche. Vediamo nel dettaglio le più importanti.

Il Duomo di San Flaviano è un’importante costruzione del rinascimento dedicata al Santo Patriarca di Costantinopoli. Lo stile dell’edificio è influenzato dall’architettura umbro-toscana di quel tempo. Sotto la chiesa, una cripta ospita le spoglie di San Flaviano. Attualmente è possibile apprezzare all’interno pregevoli dipinti e sculture di artisti contemporanei, fra cui l’artista Venanzo Crocetti.

Il Santuario di Maria Santissima dello Splendore è luogo di devozione e meta di pellegrinaggi fin dalla seconda metà del Cinquecento. Si dice infatti che nel 1557 vi fosse stata un’apparizione della Vergine.

La Chiesa di Santa Maria a Mare eretta probabilmente tra il X o XI secolo si trova nei pressi della Giulianova medievale. L’edificio si presenta in mattoni con un portale finemente cesellato.

La Chiesa di Sant’Antonio, di stile tardorinascimentale è interamente costruita in laterizi e presenta un portale in pietra e interni sontuosamente decorati.

La Chiesa della Misericordia si affaccia su piazza Dante e fu costruita nel XVI secolo. Ha una forma trapezoidale molto insolita per un’epoca dai canoni stilistici basati sulla regolarità delle forme.

La Chiesa della Natività di Maria Vergine venne consacrata nel 1911. Essa si trova nella parte più bassa della città. Venne costruita per rispondere al bisogno di un luogo di culto dove si stava assistendo ad una importante crescita demografica. All’interno si trova la statua di Maria Vergine, proprio quella celebrata durante l’importante festa del Portosalvo.

Ricordiamo poi altre chiese degne di nota:

  • Chiesa di Sant’Anna
  • Cappella gentilizia di San Gaetano-De Bartolomei

Chiedete informazioni sui vostri itinerari tra le vie di Giulianova al vostro arrivo all’Hotel Cristallo.

La storia di Giulianova

La storia di Giulianova ha origini molto antiche. La città nasce sotto forma di cittadella Romana chiamata Castrum Novum e fondata con molta probabilità circa 300 anni prima di Cristo.

Giulianova gode di un porto fluviale sul Batinus (Tordino) ed è situata in un punto strategico dove la strada litoranea adriatica si intercettava con una delle diramazioni della Via Salaria. Per questo motivo, grazie ai facili collegamenti con Roma, è diventata un grosso centro commerciale.

Successivamente passando per l’età bizantina, la città cambia il suo nome in Kastron Nobo e a seguito di ripetuti saccheggi dal mare il centro abitato si sposta più verso la parte collinare. Da quel momento in poi la città assume un nome diverso: Castel San Flaviano proprio in onore delle reliquie del Santo Vescovo di Costantinopoli, San Flaviano appunto, arrivate sulle coste a seguito di un nubifragio.

Anche Aragonesi e Angioini si sfidarono in quelle terre, proprio nei pressi del fiume Tordino. Nel 1460, una violentissima battaglia mise a soqquadro tutta la zona. Questo suggerì al feudatario Giulio Antonio Acquaviva, di ricostruire il centro abitato ancora più in alto, proprio in cima alla vicina collina, dove vi era la possibilità di proteggerla con mura.

La nuova città nasce 20 gennaio 1470 e prese il nome di Giulia, dal nome del suo fondatore. Vengono quindi costruite mura fortificate e torri a protezione della città. Nonostante l’aumento di sicurezza, la città viene comunque saccheggiata dai Lanzichenecchi e dai Francesi che la amministrano per diverso tempo.

A seguito della parentesi francese Giulia ritorna sotto il dominio borbonico fino all’Unità d’Italia.

Giulianova è famosa anche per un importante viaggio di Re Vittorio Emanuele II. Infatti, il 15 ottobre 1860, il Re passa proprio attraverso quelle terre per fare il suo ingresso nell’ex regno borbonico, prima di andare ad incontrare Giuseppe Garibaldi a Teano e dichiarare l’unificazione. In memoria di questo avvenimento resta un monumento costruito in Piazza Belvedere e realizzato dallo scultore locale Raffaello Pagliaccetti.

Da quegli anni in poi il nome della città subisce notevoli evoluzioni passando gradatamente da Giulia o Julia a Giulia Nuova, poi a Giulia Nova ed infine a Giulianova.

 

Parco Nazionale d’Abruzzo: ad un Passo da Giulianova

Il Parco Nazionale d’Abruzzo è uno dei più antichi parchi d’Italia. Nel 1921 un’associazione di cittadini chiese ed ottenne dal Comune di Opi l’affitto di circa 500 ettari per iniziare a preservare la stupenda area del Parco. Negli anni successivi ottennero molti altri ettari sino ad arrivare nel 1923 al riconoscimento da parte dello stato.

Le attività del Parco e le capacità di intrattenere le relazioni con tutti gli interlocutori sono stati punto di riferimento per l’apertura ed il riconoscimento degli altri parchi abruzzesi

L’ente del Parco Nazionale d’Abruzzo ha saputo fino ad oggi integrare e valorizzare l’ambiente, l’ecoturismo e i prodotti tipici di qualità, rendendo possibile una crescita rispettosa dell’uomo senza depauperare la natura e mettere a rischio le risorse non più rinnovabili.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo è una tra le poche zone d’Europa in cui è possibile avvistare l’Orso marsicano, il lupo, il camoscio d’Abruzzo, la lince o l’aquila reale.

Il Parco è ricoperto da faggi, aceri, pini neri e i lecci. Nel periodo primaverile fioriscono le genziane, le orchidee, i ranuncoli e le viole. Il fiore più bello che nasce all’interno del parco è la Scarpetta di Venere: una particolare orchidea gialla e nera che fiorisce a maggio.

Quasi tutte le strade e i sentieri che si inseriscono negli ambienti naturali sono chiusi al traffico di veicoli a motore. I 250 itinerari eco-turistici percorrono una lunghezza superiore a 250 km e possono essere attraversati a piedi, in bici, a cavallo.

Nei borghi all’interno del Parco è possbile trovare tranquillità e ospitalità. Spesso, nei rifugi del parco è possibile pernottare presentando preventivamente richiesta scritta.

La Costa dei Trabocchi a Giulianova

Il tratto di costa abruzzese che inizia da Punta Acquabella (Ortona) e arriva fino a Vasto è caratterizzato da un particolare spettacolo molto affascinante. Sugli scogli di questa meravigliosa zona si possono infatti trovare i Trabocchi.

I Trabocchi sono costruzioni dedicate alla pesca e di frequente è possibile trovarli anche vicino ai porti nelle zone di Vasto, San Vito, Giulianova e Pescara.

Tali strutture sono caratterizzate da una passerella che si spinge dagli scogli verso il mare fino ad atterrare su una base in legno dove viene costruita una piccola casa per i pescatori. Grazie ai Trabocchi è infatti possibile pescare dalla riva sfruttando una serie di reti agganciate a lunghi bracci che le portano fino alle acque più profonde e ricche di pesci.

I Trabocchi costruiti sugli scogli o sui moli hanno un capanno spesso pensato come rifugio per il pescatore in attesa di ritirare le reti. Allo stesso tempo viene utilizzato come ripostiglio per gli attrezzi o come copertura per il meccanismo che muove le funi agganciate alle reti. Storicamente, essi sono stati principale fonte di sostentamento per intere famiglie.

La manutenzione di queste strutture è piuttosto complessa e proprio per questo motivo i Trabocchi sono in costante evoluzione. Si integrano ormai alla perfezione con l’ambiente, gli scogli ed il mare diventando oggetto di attenzione da parte di fotografi e appassionati.

All’ultimo piano dell’Hotel Cristallo è possibile trovare una fornita mostra fotografica che illustra i Trabocchi più belli nei dintorni.